DIARIO DI BORDO


Judith & Wilhelm

Wilhelm von Gloeden è sepolto a Taormina.
Muore lì nel febbraio del 1931, nella città dove si era trasferita nel 1878 e che aveva contribuito a far divenire luogo di attrazione turisitica.
Affascinato dall'atmosfera dionisiaca della Sicilia rurale, von Gloeden fotografa giovani indigeni nudi.
Alla sua morte, von Gloeden lascia il suo immenso archivo - oltre 3000 scatti - al suo discepolo Pancrazio Buciunì detto 'il Moro'.
Nel 1939 la maggior parte delle lastre venne confiscata e il Moro venne accusato di 'possesso di materiale pornografico'.
Buciunì venne assolto e l'archivio del barone  von Gloeden fu considerato di importante valore artistico tant'è che oggi le lastre superstiti sono conservate alla fondazione Alinari di Firenze.

Judith Butler è - per me - una delle più stimolanti pensatrici contemporanee (ma il mio è un giudizio piccolo piccolo perché non mi sono certo uno specialista in materia)
Nel marzo 2008, in un'intervista rilasciata a Ida Dominijanni de 'il manifesto', afferma:
"Noi negoziamo costantemente i confini che ci separano dagli altri o che ci connettono con loro, e ciò dimostra come certi problemi psicoanalitici, concepiti socialmente, informino la politica contemporanea sull'immigrazione (che riguarda sempre il confine: chi può attraversarlo, e a quale prezzo per sè?) e sulla guerra (chi può irrompere attraverso un confine, e a quale costo?).
Non credo che estrapolare un modello individuale della psiche per pensare le relazioni politiche funzioni: la cosa che mi pare più promettente è considerare con quanta frequenza le relazioni politiche siano formulate in termini di ansia, paura, difesa, vendetta, aggressione, ma anche, e viceversa, di riparazione e relazionalità.".

Nello stesso periodo, in un'intervista rilasciata ad Anna Simone per 'Liberazione', continua:
"[...] in inglese "essere disfatto" ('to be undone') indica anche una condizione del desiderio e, in questo senso, l'atto di disfare norme restrittive di genere può essere l'occasione per una nuova vitalità del desiderio.
Penso che dobbiamo cambiare e innovare i nostri riferimenti alla sessualità e al genere per ripensarli da capo, ma non penso che si debbano abolire le categorie di sesso e genere."

A Milano, uno o due anni fa - poco importa l'anno - una mostra di 'arte gay' solleva una violentissima diatriba tra amministrazione pubblica e curatori. La mostra ospitava anche delle fotografie del barone Wilhelm von Gloeden.

fino a qui, tutto bene
darioriccobono per Visionaria/IsolaNuda

29/07/2008
 

http://www.giovannidallorto.com/gloeden/gloeden1.html
 
 



 

 
 
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